La Mezzosoprano Annalisa Garetto, accompagnata al pianoforte dal Maestro Fabrizio Filìziu, eseguirà i seguenti Brani lirici:
Sebben crudele, una celebre aria antica italiana tratta dal dramma pastorale La costanza in amor vince l’inganno, composta all’inizio del XVIII secolo da Antonio Caldara.
È famosa per essere una delle arie più note del repertorio lirico, spesso inserita in antologie come quelle di Alessandro Parisotti alla fine dell’Ottocento. Il testo esprime un sentimento di amore fedele e paziente nonostante la durezza e la freddezza della persona amata.
È un’aria dal ritmo incalzante e deciso, nonostante il testo parli di “languire”, indicando che l’interprete non si dà per vinta, ma affronta la situazione con determinazione.
Se tu m’ami è una celebre aria antica, spesso attribuita a Giovanni Battista Pergolesi ma probabilmente composta da Alessandro Parisotti alla fine dell’Ottocento. Il testo è un galante rifiuto amoroso: la protagonista afferma di apprezzare l’amore del pastore, ma chiarisce che non lo ricambia, avvertendolo di non illudersi.
La cantante (spesso identificata come una ninfa o pastorella) dice al pastore che, sebbene provi dolore per le sue pene d’amore (“martiri”), non prova lo stesso sentimento per lui. La parte finale avverte il “pastorello” che se crede di essere ricambiato, si sta ingannando da solo.
“L’amour est un oiseau rebelle”, celebre Habanera dalla Carmen di Bizet, simboleggia l’amore come forza irrazionale, libera e indomabile, che non rispetta regole o convenienze sociali. Carmen canta che l’amore è un “bambino zingaro” (enfant de bohème) e lo paragona a un uccellino che nessuno può addomesticare.
La protagonista preferisce chi tace a chi cerca di imporsi con preghiere o minacce. Il famoso ritornello (“Se non mi ami, io ti amo; se io ti amo, fai attenzione!”), definisce l’amore come una forza pericolosa e fatale, un avvertimento seducente.
“Voi che sapete che cosa è amor” è una celebre aria (o arietta) tratta dall’opera Le nozze di Figaro (1786) di W. A. Mozart, con libretto di Lorenzo Da Ponte. Cantata dal paggio Cherubino nel secondo atto, la canzone esprime, in modo ingenuo e appassionato, lo stordimento, l’incertezza e il desiderio tipici del primo amore adolescenziale, rivolgendosi alle donne presenti: un misto di diletto e martirio, di calore e gelo, che il giovane prova senza comprendere appieno. La melodia è delicata e raffinata, con un ritmo sincopato degli archi che imita una chitarra suonata da Susanna. La musica, attraverso continue variazioni tonali, riflette perfettamente l’incertezza e il continuo “vagare” dei sentimenti del personaggio.
L’Ave Maria di Schubert (1825) è un Lied nato non come preghiera, ma come canto profano per il poema The Lady of the Lake di Walter Scott. La protagonista Ellen prega la Vergine per protezione, ma la musica, intensa e devozionale, ha portato all’adattamento del testo latino, rendendola un simbolo universale di fede. Il brano è oggi inteso come un inno alla purezza, alla fede e alla devozione alla Vergine Maria, rappresentando un momento di profonda spiritualità e dolcezza.
I precedenti brani saranno intercalati da nove danze su musica classica/moderna con le Ballerine della Rivarolo Dance Factory, a cura dei Coreografi: Barbara Quintaba, Francesca Blotto e Mirko Battuello.
Ingresso libero con offerte volontarie.
Evento benefico a favore dei futuri progetti. Da questo link i progetti realizzati.



